Mercato retail Italia: crisi finita per gli immobili commerciali

 

Sembra poter essere davvero un dato consolidato: il 2016 vede la fine della crisi degli immobili commerciali. E’ quanto indica e specifica il IV Rapporto-Ricerca curato dallo studio legale Cocuzza & Associati. Il nuovo sentiment è condiviso da molti addetti ai lavori che sono d’accordo nel ritenere che la crisi che ha caratterizzato il segmento degli immobili commerciali sia alle spalle. È una notizia positiva che segue alla ripresa del settore residenziale che l’ISTAT ha recentemente analizzato indicando un trend decisamente positivo per il 2016 (+24% sul 2015 pari a circa 100.000 unità in più di compravenduto sul mercato Italia).

Per gli immobili commerciali tutti i segmenti principali high street, centri commerciali, outlet e retail parks stanno attraversando una fase positiva. Ma certamente questa inversione di tendenza è più forte per le top locations, rispetto a quelle che sono secondarie. Si parla nel rapporto di una vera e propria spaccatura tra posizioni non prime e top, graficamente rappresentato anche a livello di aree di mercato. Mentre cresce l’interesse degli investitori per Milano e Roma e per le destinazioni a vocazione turistica come Venezia, Firenze, Torino; i dati di incremento sono non rilevabili nel resto d’Italia dove il livello è quello pre-crisi.

Il rapporto chiarisce inoltre il rapporto sistemico delle high-street con il complessivo appeal turistico e dei flussi che ne derivano. Le aperture di monomarca sono per altro prevalenti rispetto a quelle del franchising. Altro fattore che ha fortemente aiutato la ripresa è la scelta strategica delle grande distribuzione di puntare su strutture dimensionalmente più contenute, questo specie per iniziative in aree urbane a valenza storica.

Note importanti anche per i retail park. Nei centri commerciali diminuiscono gli spazi riservati all’elettronica di consumo ed aumentano quelli riservati al food, all’intrattenimento ed al prodotto fashion. Per quanto attiene i parchi commerciali, strutture ritenute a torto non consone alle esigenze del mercato italiano, vivono oggi un momento di forte sviluppo. Non più quindi l’idea di una mera aggregazione commerciale senza una strategia di vendita di fondo come erano considerati fino ad oggi, ma un vero e proprio centro commerciale all’aperto. Per questo interessante per gli investitori istituzionali per le grandi superfici a bassi costi.

Era abbastanza prevedibile che anche il segmento degli immobili commerciali invertisse la tendenza negativa degli ultimi anni. Ma data la rilevanza del rapporto in essere tra consumi e crescita del prodotto interno lordo e la specifica fragilità dell’Italia proprio su questo trend, è un’ottima notizia che il mercato interno sia tornato ad attrarre gruppi europei ed internazionali che desiderano aprire nuove vetrine.