Winning in growth cities: il rapporto Cushman&Wakefield mette Milano al 25esimo posto

Estremamente importante il Rapporto 2016-2017 di Cushman&Wakefield che fotografa con straordinaria attenzione e completezza le linee di sviluppo degli investimenti internazionali nel mercato globale. Il primo dato e la prima considerazione connessa riguardano i volumi globali di investimento complessivi che ammontano a 1.350 miliardi di dollari e certificano di essere costantemente in crescita. Questo, nonostante la crisi internazionale continui a provocare negli investitori incertezza in merito alla congiuntura economica, come emerge dal rapporto che analizza gli ultimi dodici mesi di mercato. Brexit, debolezza della crescita economica in Europa e crisi del prezzo del petrolio rappresentano i passaggi più delicati che hanno condizionato scelte ed obiettivi degli investitori durante il corrente anno e che hanno cambiato in parte le scelte, soprattutto a breve e medio termine.

Il prezioso lavoro di Cushman & Wakefield delinea uno studio mirato agli investimenti in immobili commerciali a livello globale e disegna una classifica delle città che sono state in grado di attrarre capitali. A conferma della sensazione ancora diffusa di instabilità, gli investimenti denotano nei dodici mesi precedenti a giugno 2016 un significativo incremento di mercato per le 25 prime piazze internazionali. Incremento che è valutato in più di mezzo punto percentuale. Dal 52,7% del totale dell’investito al 53,3%.

Gli Stati Uniti, guidati da New York, conquistano un primato assoluto: quello della maggiore espansione. Delle 25 prime cities, 15 tra le migliori sono in America. Molto bene ha fatto anche Toronto. Meno bene l’Europa che piazza solo quattro città contro le 6 dell’anno passato (Londra, Berlino, Amsterdam e Parigi). 5 rappresentano il top di quelle asiatiche. New York conquista la leadership di questa particolare classifica su Londra. La capitale del Regno Unito perde il primo posto e soprattutto perde in un solo anno circa 6 miliardi di dollari di investimenti. Molte altre grandi città come Tokyo, Francoforte e Washington scendono in graduatoria: troppo ridotta l’offerta di valore disturbata dalla concorrenza interna!

Per quanto attiene l’Italia, l’unica città presente nelle prime venticinque è Milano che si piazza al ventesimo posto. Dopo Monaco di Baviera ma davanti a città come Miami, Atlanta e Chicago. Un risultato scontato e tutto sommato prevedibile. Certamente Milano può crescere in attrattiva, e molto a nostro avviso, a condizione che il sistema-paese e le infrastrutture siano in grado di darsi una caratura davvero internazionale. La capitale della moda e del design è certamente una città di grande pregio, camaleontica e creativa quanto ricettiva ed in continuo evolvere. Ma senza interventi di reale modernizzazione dei servizi e dei trasporti ha difficoltà a competere con un colosso come gli Stati Uniti o con la crescita incredibile di città come Honk-Kong e Shanghai.

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